Questa nuova espansione non si limita a qualche missione secondaria, ma introduce decine di ore di gameplay inedito attraversando regioni iconiche come la Foresta di Ferro e il cuore pulsante del pericolo: la CNPP (Centrale Nucleare di Chornobyl). Per chi ha vissuto le atmosfere dei capitoli precedenti, il ritorno di queste location rappresenta un tuffo nel passato potenziato dal motore grafico di nuova generazione.
Sul fronte delle fazioni, il panorama politico della Zona è cambiato drasticamente. Il Duty, sotto la guida di Voronin, ha stabilito il suo nuovo quartier generale alla Cementeria in seguito al Trattato D4. Una notizia che farà saltare sulla sedia i fan di Call of Prypiat è il ritorno di Zulu: lo storico cecchino rientra nei ranghi del Duty su richiesta esplicita di Voronin, portando con sé il peso di eventi misteriosi che lo avevano allontanato in passato.
Dall'altra parte della barricata, i Freedom stanno vivendo una vera e propria età dell'oro sotto il comando di Miklukha. La fazione anarchica ha persino introdotto una propria valuta interna, i "Coupon", segnale di un'organizzazione interna mai vista prima. Questo contrasto tra il rigore militare del Duty e l'ascesa economica dei Freedom creerà nuove opportunità di gioco, costringendo noi stalker a scegliere con cura da che parte stare.
L'aggiunta di aree così vaste e il ritorno di personaggi chiave suggeriscono che Cost of Hope non sarà solo un'aggiunta di contenuti, ma un capitolo fondamentale per comprendere l'evoluzione della Zona nel 2021. Preparate i contatori Geiger: la strada verso la centrale è di nuovo aperta.
