La lotta tra i Marine Raiders della Dagger 1-3 e la Pax Armata non si combatte solo sul campo, ma anche sul fronte dell'integrità competitiva. Con il lancio della Season 3 e della modalità Ranked Play, il Match Infection Rate (MIR) — l'indice che misura la presenza di cheater nelle partite — ha subito oscillazioni importanti. Dopo un picco iniziale, l'attivazione delle nuove funzioni dell'anticheat Javelin ha fatto crollare il MIR al 3,14%, dimostrando che la tecnologia sta funzionando, ma la guerra è tutt'altro che finita.
Il prossimo passo è drastico: EA smetterà di tollerare i sistemi che simulano la conformità al TPM 2.0. Questa mossa mira a colpire direttamente chi utilizza software per aggirare i ban hardware. Secondo i dati ufficiali, questa modifica interesserà circa l'1,24% degli account attivi. Se fate parte di questa fetta di giocatori, aspettatevi degli avvisi in-game a breve: senza un modulo TPM 2.0 reale e attivo, l'accesso ai server di Battlefield 6 verrà negato.
Per chi gioca pulito, questa è una vittoria fondamentale. In uno shooter dove la coordinazione di squadra e l'uso dei mezzi sono tutto, un singolo utente con mira assistita o wallhack può rovinare l'esperienza di altri 127 giocatori. Il monitoraggio di oltre 110 programmi di cheat attivi conferma che lo studio non sta abbassando la guardia mentre la narrazione del 2027 si fa sempre più tesa.
