La tolleranza zero verso i cheater in Delta Force non è solo uno slogan, ma una realtà fatta di numeri pesanti. L'ultimo rapporto sulla sicurezza ha confermato il blocco di decine di migliaia di account e dispositivi, dimostrando che il team di sviluppo sta alzando l'asticella della protezione proprio mentre iniziano a trapelare i primi indizi sui nuovi contenuti tattici.
Tra il 30 marzo e il 5 aprile, l'offensiva anti-cheat ha colpito duramente. Su PC, i numeri parlano chiaro: 3.011 ban permanenti (della durata di 10 anni) e 368 ban specifici per l'uso di hardware DMA, una delle minacce più difficili da individuare nel panorama competitivo attuale. Ancora più impressionante è il dato sui dispositivi: ben 24.645 hardware ID sono stati bloccati, impedendo ai trasgressori di tornare in partita semplicemente creando un nuovo account.
Anche la community mobile non è stata risparmiata, con 660 ban decennali comminati nello stesso periodo. Per un titolo che punta tutto sul realismo e sulla pianificazione metodica come Delta Force, pulire i server dai software di terze parti è fondamentale per preservare l'integrità del meta e il valore della pura abilità tattica.
Parallelamente alla pulizia dei server, gli sviluppatori hanno stuzzicato la curiosità dei giocatori con un breve teaser dedicato a un nuovo equipaggiamento. Con la frase "She never packs light" (Lei non viaggia mai leggera), è stato mostrato un set di gear non convenzionale che suggerisce l'arrivo di un operatore o di un setup focalizzato sulla versatilità e sulla pesantezza del carico. In un gioco dove ogni pezzo di equipaggiamento influisce sulla mobilità e sulle opzioni di combattimento, questo indizio potrebbe segnalare un cambio di approccio per gli assalti coordinati.
