L'arrivo della Stagione 01 per Call of Duty: Black Ops 7 e l'integrazione con Warzone non porta solo nuove mappe e armi; porta anche requisiti di sicurezza più stringenti. Il team RICOCHET Anti-Cheat ha lanciato un aggiornamento significativo che impone l'uso di tecnologie di sicurezza hardware specifiche, un cambiamento che interesserà direttamente i giocatori PC di Call of Duty: Warzone.
La notizia più rilevante per la community PC è chiara: per accedere a Call of Duty: Warzone, i giocatori dovranno ora avere il TPM 2.0 (Trusted Platform Module) e il Secure Boot attivati nel BIOS. Questa mossa alza notevolmente la barriera d'ingresso per i cheater che utilizzano sistemi operativi modificati o macchine virtuali per nascondere i loro software illeciti.
RICOCHET ha spesso adottato misure hardware-based, ma rendere TPM 2.0 e Secure Boot obbligatori per un gioco così popolare è un segnale forte. Significa che Activision è disposta a sacrificare l'accessibilità per una sicurezza di base più robusta, allineandosi a standard di sicurezza moderni che sono ormai la norma per Windows 11.
Impatto sui Giocatori PC: Cosa Significa TPM 2.0?
Per la maggior parte dei giocatori con hardware recente (ultimi 5-6 anni), l'attivazione di TPM 2.0 e Secure Boot è una semplice operazione nel BIOS/UEFI. Tuttavia, per chi ha configurazioni più datate o chi non ha mai toccato le impostazioni di sicurezza, questo potrebbe significare qualche minuto di smanettamento o, nel peggiore dei casi, l'impossibilità di giocare a Warzone se l'hardware non supporta il modulo.
Il team RICOCHET ha annunciato che, più avanti nella Stagione 01, lancerà un nuovo strumento chiamato Secure Attestation Wizard. Questo wizard aiuterà i giocatori PC a verificare la conformità del loro sistema e a guidarli nell'attivazione delle impostazioni necessarie, riducendo la frustrazione iniziale.
TPM 2.0 e Secure Boot sono obbligatori anche per Black Ops 7 Multiplayer?
Al momento, i requisiti obbligatori di TPM 2.0 e Secure Boot sembrano essere focalizzati su Call of Duty: Warzone, l'ambiente più colpito dal cheating su larga scala. Call of Duty: Black Ops 7 (Multiplayer) è escluso da questo requisito immediato, ma è plausibile che tali misure vengano estese in futuro per garantire un ambiente competitivo equo in tutti i titoli principali.
La Lotta al Boosting e i Fornitori di Cheat
Oltre ai requisiti hardware, RICOCHET ha potenziato i sistemi di rilevamento del boosting. Il boosting, che consiste nel manipolare le partite per ottenere progressi di livello o classifiche artificiali, sta diventando un metodo illecito sempre più diffuso. L'aggiornamento della Stagione 01 mira a identificare e sanzionare meglio questi account, mantenendo l'integrità delle classifiche.
Infine, il team ha ribadito il suo successo nell'interferire con l'industria del cheating, confermando di aver chiuso oltre 50 fornitori di cheat noti e interrotto quasi 300 operazioni di rivenditori nell'ultimo anno. È una battaglia continua, ma l'approccio proattivo, ora supportato da requisiti hardware più severi, è un passo nella giusta direzione per la community onesta di Black Ops 7 e Warzone.
Perché RICOCHET si concentra sul boosting in questa stagione?
Il boosting distorce la progressione e svaluta i risultati legittimi dei giocatori. Con il lancio di una nuova stagione competitiva, assicurarsi che i giocatori raggiungano i gradi in modo onesto è cruciale per la longevità e la credibilità del sistema di classificazione. Le nuove rilevazioni sono essenziali per contrastare i metodi di progressione illecita in evoluzione.
