Il video recentemente rilasciato mette in luce la brutalità del regno di Kadanor, mostrandoci come il figlio minore di un piccolo lord debba sporcarsi le mani per farsi un nome. Quello che colpisce immediatamente è l'integrazione della fisica nel sistema di combattimento: non si tratta solo di agitare una spada, ma di interagire con tutto ciò che ci circonda per sopravvivere alle incursioni dei goblin.
Gli ambienti sono altamente distruttibili e reattivi. Nel trailer vediamo come sia possibile abbattere strutture o utilizzare elementi dello scenario per schiacciare i nemici, creando scontri dinamici che cambiano a seconda di dove ci si trova. Questo approccio toglie rigidità al genere, rendendo ogni scontro unico e tattico.
L'alchimia emerge come il vero cuore pulsante della progressione e del combattimento. Non è un semplice menu di crafting, ma un sistema fluido per manipolare il mondo e potenziare le proprie capacità. Lanciare pozioni che reagiscono con l'ambiente o infondere le armi con sostanze instabili offre una profondità che va ben oltre il classico albero delle abilità degli RPG tradizionali.
Vedere Alkahest puntare così tanto sull'interattività suggerisce che le decisioni del giocatore non influenzeranno solo la trama e il destino della propria casata, ma anche il modo fisico in cui esploreremo le foreste e i castelli di Kadanor.
